Tag: Libreria del Mare
Nata negli Anni Settanta, la Libreria del Mare è stata modellata all’interno di un’antica drogheria nel cuore di Milano. L’ambiente mantiene tuttora il fascino delle botteghe storiche, grazie alla conservazione del mobilio d’epoca in legno di ciliegio e dei soffitti antichi. Inoltre, la struttura del piano terra ricorda i vecchi ponti dei galeoni, con un castello di prua e uno di poppa!
CHI SIAMO: LE ORIGINI
Il resto della libreria, in origine, era arredato con cavalletti, assi di legno e panni blu; il piano interrato, invece, era il risultato del recupero delle vecchie cantine del palazzo… Un ambiente spoglio, con muri sgretolati e moltissima umidità.
A quei tempi l’offerta editoriale non era molto vasta; di conseguenza, la libreria disponeva di un piccolo salotto e di un enorme acquario da oltre mille litri. Fortunatamente, negli anni successivi il numero di pubblicazioni disponibili è aumentato enormemente e, purtroppo, abbiamo dovuto sacrificare quegli spazi.
CHI SIAMO: GLI ANNI OTTANTA E NOVANTA
Dopo varie gestioni, all’inizio degli Anni Ottanta, Piera Casari ha iniziato a plasmare la libreria come la vedete oggi! Per il piano terra, infatti, ha commissionato la creazione artigianale di nuovi mobili in legno, in linea con lo stile della bottega; al piano interrato, invece, ha scelto di piastrellare e isolare le vecchie cantine con un intelligente sistema di doppie pareti e controsoffitti a volta.
CHI SIAMO: IL NUOVO MILLENNIO
A partire dal 2017, con l’ingresso in società di Simona e Alessandro, dipendenti storici di Piera, la libreria ha ulteriormente aumentato l’impegno per la divulgazione della cultura marinaresca.
Oggi, alla Libreria del Mare potrete incontrare gli autori più affermati del settore e anche alcuni emergenti. Fra i nostri ospiti ricordiamo Bjorn Larsson, Elisabetta Eordegh e Carlo Auriemma, Simone Perotti, Giovanni Soldini e Davide Besana. Ma non solo: Claudio Di Manao, Giovanni Malquori, Bruno Cianci, Marianna De Micheli e tanti altri!
Inoltre, la libreria ha avviato numerose collaborazioni con istituzioni pubbliche e private sul territorio, fra cui BookCity Milano e “I giovedì in libreria” del Comune di Milano. Senza dimenticare, però, l’Ocean Film Festival Italia e Urban Blue City Milano.
Nel 2019 il totale rinnovamento del sito internet e dell’e-commerce ha ufficialmente portato la libreria nel Nuovo Millennio! In aggiunta, la creazione del nostro “Blog del Mare” ha offerto nuova vitalità a un progetto che dura da quasi mezzo secolo.
Grazie al lavoro svolto nei decenni, la Libreria del Mare vanta una straordinaria sezione dedicata ai portolani e alle carte nautiche… Ma non solo! A oggi abbiamo una selezione di quasi diecimila libri e altri articoli, che attira quotidianamente una clientela variegata e curiosa.
Corto Maltese e Irene di Boston
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Gaetano Rossini: “L’anima della luce” in mostra
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Gaetano Rossini
Cari lettori, ci aspettano nuovi appuntamenti per i prossimi mesi e il primo è una mostra fotografica! Come sapete, amiamo ospitare anche opere d’arte marinaresche e dedicare loro lo spazio che meritano. Per questo, a maggio tra gli scaffali della nostra libreria potrete ammirare le fotografie di Gaetano Rossini e della sua Bari.IL FOTOGRAFO
Neanche a dirlo, è un barese DOC e nella sua prima vita è dirigente commerciale del settore scolastico della casa editrice Laterza. Come noi, Gaetano Rossini ama i libri e ha a che fare con loro ogni giorno. Ma c’è un’altra cosa che lo appassiona ed è la sua città.LA SECONDA INFANZIA
Oltre a lavorare per Laterza, Gaetano Rossini si diletta da anni nella fotografia. Eccola la sua seconda vita, che in realtà è più una seconda infanzia, come racconta lui stesso in un’intervista di qualche anno fa:L’infanzia ha due vite: una per l’infanzia, l’altra – di riserva – per la vecchiaia. Dalla prima – scrive – ci si separa – non rinasci, se non rinunci a un’appartenenza – dalla seconda no: mai. (…) Io la cerco ogni giorno, all’alba, passeggiando sul lungomare sotto la muraglia in compagnia del mio cane, Reddie
BARI E LE SUE LUCI
Bari, dicevamo, la sua città. È proprio lei la protagonista delle fotografie di Gaetano Rossini e la sua musa ispiratrice. Insieme al suo Reddie passeggia per le vie di questa straordinaria città, in particolare sul lungomare, e scatta. Ad ammaliarlo sono le luci, di cui cerca l’anima.L’ANIMA DELLA LUCE
Ed è proprio L’anima della luce. Bari, con gli occhi di passa il titolo della sua mostra, che ospiteremo alla Libreria del Mare. Dal 6 al 25 maggio sarà, infatti, possibile ammirare le opere fotografiche di Gaetano Rossini tra i nostri scaffali e lasciarsi guidare dalle sue luci (e dalla loro anima) alla scoperta di Bari e dei suoi segreti. Vi aspettiamo, cari lettori, per compiere questo affascinante viaggio insieme!Shackleton e la sua grande impresa
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Sir Ernest Henry Shackleton
Cari lettori, eccoci con il nostro consueto appuntamento con un classico della letteratura marinaresca. Oggi torniamo, dopo qualche tempo, a parlare di grandi esploratori e lo facciamo raccontando la celebre impresa di Sir Ernest Henry Shackleton, considerato uno degli eroi dell’esplorazione antartica.LA NASCITA DI UN ESPLORATORE
Ernest Shackleton, abbandonato il college in cui studiava, sulla scia delle orme paterne, per diventare medico, iniziò la sua carriera in mare unendosi alla marina mercantile britannica. La vita da mozzo non era, però, adatta alle sue ambizioni e ben presto Shackleton si rivolse verso l’esplorazione. Il primo passo in questa direzione fu quello di imbarcarsi a bordo della Discovery per l’omonima spedizione antartica guidata da Robert Falcon Scott.
LA SPEDIZIONE NIMROD
Shackleton si dedicò poi per qualche tempo alla politica e alla scrittura, ma il richiamo dell’Antartide lo portò a organizzare una sua spedizione: la Nimrod Expedition, mirata all’esplorazione del continente e al raggiungimento del Polo Sud. La spedizione fu finanziata con difficoltà e si svolse dal 1907 al 1909. Il campo base fu stabilito sull’Isola di Ross, vicino a quello della spedizione Discovery guidata da Scott. Shackleton riuscì a raggiungere importanti obiettivi, come la scalata del Monte Erebus e la scoperta del Polo Sud Magnetico. Tuttavia, il tentativo di raggiungere il Polo Sud fallì a causa di preparativi insufficienti e di problemi con l’attrezzatura. Shackleton e tre compagni arrivarono a soli 180 km dal Polo Sud prima di decidere di tornare indietro per salvaguardare le loro vite. Nonostante il fallimento nel raggiungere il Polo Sud, Shackleton detenne il primato di avvicinamento per tre anni.
LA SPEDIZIONE ENDURANCE
La sua impresa più famosa rimane, però, la Spedizione Endurance del 1914-1917, un’epica storia di sopravvivenza, coraggio e determinazione nell’affrontare le avversità più estreme. La spedizione di Shackleton per attraversare il continente antartico partì da Plymouth nel 1914, poco prima dello scoppio della Prima Guerra Mondiale. L’Endurance rimase intrappolata nella banchisa nel Mare di Weddell nel gennaio 1915 e venne stritolata dai ghiacci dopo quasi dieci mesi di deriva. Shackleton e il suo equipaggio, naufraghi alla mercè di uno degli ambienti più inospitali del nostro pianeta, iniziarono quindi la lotta per la sopravvivenza, affrontando stenti, sofferenze e sfide inimmaginabili. Nonostante le avverse condizioni meteorologiche e le difficoltà incontrate, comunque, Shackleton riuscì a organizzare il salvataggio di tutti i suoi uomini, dimostrando un coraggio straordinario e una leadership senza pari.
I LIBRI SULLA SPEDIZIONE ENDURANCE
Ora che abbiamo riassunto a grandi linee la vita di questo straordinario esploratore, veniamo a noi. Numerosi libri sono stati scritti per narrare le incredibili sfide affrontate da Shackleton e dal suo equipaggio durante questa spedizione leggendaria.
Endurance – L’incredibile viaggio di Shackleton al Polo Sud di Alfred Lansing è considerato il miglior resoconto della spedizione in assoluto. Il libro cattura l’essenza dell’impresa di Shackleton attraverso una narrazione avvincente e dettagliata. Lansing trasporta i lettori in un viaggio straordinario attraverso il gelo implacabile dell’Antartide, mentre Shackleton e il suo equipaggio lottano contro il freddo, la fame e l’isolamento per sopravvivere e trovare il loro cammino verso la salvezza. Avvincente come un romanzo, crudo come la realtà. Se volete dargli un’occhiata, lo trovate qui.
Sud – La spedizione dell’Endurance, invece, consiste nella pubblicazione del diario di bordo dello stesso Shackleton, che testimonia la terribile quotidianità di quei lunghi anni trascorsi in mezzo ai ghiacciai, a bordo di scialuppe, a piedi tra i monti. Un racconto duro, ma necessario per restituirci la verità di quanto accaduto. Se volete saperne di più, basta cliccare qui.
Ultimo, ma non per importanza, vi proponiamo Shackleton in Antartide, con le fotografie di Frank Hurley. Famoso fotografo e cineoperatore, Hurley partecipò alla spedizione di Sir Ernest Shackleton continuando a fotografare fino alla fine, nonostante le difficoltà, e catturando addirittura l’arrivo dei soccorsi e il salvataggio dei naufraghi di Elephant Island il 30 agosto 1916. Le sue fotografie costituiscono la testimonianza di una delle più incredibili odissee antartiche della storia e uno dei più impressionanti reportage fotografici di sempre. Trovate anche questo libro sul nostro eshop, cliccando qui.
Simona Cozzupoli, contemplatrice di idee
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Simona Cozzupoli
Cari lettori, oggi vogliamo fare un viaggio insieme a voi, un viaggio dentro la mente e le opere di un’artista fuori dal comune. Oggi vi presentiamo Simona Cozzupoli e i suoi diorami, una vera e propria chicca nel mondo dell’arte marinara.CONTEMPLAZIONE
Leggendo ciò che scrive Simona di sé, sul suo sito, ci ha colpiti l’attenzione con cui sceglie le parole e con cui le analizza, spacchettandole, tornando alla loro etimologia e origine. Una parola su cui Simona Cozzupoli si sofferma a lungo è contemplare.
Contemplando le parole, ho scoperto che il verbo “contemplare” deriva dal latino “templum”. (…) il “templum” indicava la porzione circolare di cielo che il sacerdote etrusco descriveva con un apposito bastone per osservarvi il volo degli uccelli e trarne il responso degli Dei, ritenuto indispensabile per le decisioni degli uomini in diverse circostanze. (…) ha assunto poi quello più generale di “sollevare il pensiero e lo sguardo verso l’alto, verso qualcosa che susciti meraviglia, con atto prolungato e intenso.Le sue opere, ci dice, sono una contemplazione di idee e suscitano indubbiamente grande meraviglia.
LE CREAZIONI
Bacheche e collage, così Simona Cozzupoli categorizza le sue opere. Le bacheche sono quadri o scatole contenenti un mix di oggetti e materiali, mentre i collage sono ovviamente realizzati con la carta. Una delle particolarità di queste creazioni è la presenza di elementi che rimandano all’infanzia e al gioco, mondi apparentemente lontani da quello contemplativo. Carte da gioco, vecchie scatole di shangai e dadi, bamboline souvenir sono elementi ricorrenti che creano spaesamento, perché avulsi dal proprio contesto.
I TITOLI
A creare scompiglio e sorpresa nell’osservatore sono anche i titoli delle opere di Simona Cozzupoli, che pure in questo frangente dà sfoggio a tutta la sua creatività. I giochi di parole sono obbligatori e lo vediamo bene in due opere in particolare che potete trovare alla Libreria del Mare: Navispicio e Pescare una carta.
[Navispicio] fa riferimento a un’immaginaria tecnica oracolare inventata sul modello dell’auspicio: se in quest’ultimo il responso è tratto dall’osservazione del volo degli uccelli all’interno di un cerchio di cielo, nel navispicio le risposte alle domande poste dall’osservatore provengono dalle barche che attraversano una o più porzioni prescelte del campo visivo.Pescare una carta è, invece, un’opera più letterale: in un mare pieno di pesci, Simona inserisce una carta da gioco.
SIMONA COZZUPOLI
Vi invitiamo a farvi travolgere dal suo mondo onirico e misterioso, certi che come noi ne sarete totalmente affascinati! Se volete dare un’occhiata alle sue creazioni, basta cliccare qui.Segnalibro, un oggetto (non) comune
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Il segnalibro
Cari lettori, per il nostro appuntamento mensile NoBook oggi vogliamo parlarvi di un oggetto che con i libri ha molto a che fare: il segnalibro. Come forse sapete, qui alla Libreria del Mare ne abbiamo diversi, ma prima di mostrarveli vogliamo ripercorrere con voi la storia di questo oggetto.IN PRINCIPIO FU L’INDICE
Sebbene ci siano reperti che collocano il segnalibro in Egitto già nel IV secolo d.C., per moltissimi anni erano solo i messali e i libri di preghiera ad avere un segnalibro integrato, solitamente una sottile striscia di tessuto. Questo accessorio doveva mancare, però, al breviario di Don Abbondio che, come si legge ne I promessi sposi, usava l’indice per tenere il segno mentre passeggiava con le mani dietro la schiena. Per noi l’importante è che non facciate le orecchie alle pagine, cari lettori; se poi volete usare l’indice come segnalibro… chi siamo noi per dirvi di no?UNO STRUMENTO INDIPENDENTE
Comunque, è solo nel XIX Secolo che il segnalibro si stacca dalla pagina e diventa un oggetto indipendente, riutilizzabile quindi su più volumi. Dal tessuto si passa alla carta, al legno, al metallo: i materiali e i formati sono i più diversi, mentre la funzione rimane invariata. Non c’è stata una grande evoluzione del segnalibro negli anni, semplicemente perché è nato già perfetto!I MILLE USI DEL SEGNALIBRO
Tra l’altro, nel corso del tempo, in particolare se pensiamo all’Italia in cui prende piede durante l’epoca Liberty, questo oggetto è diventato strumento di pubblicità e perfino di propaganda politica… E se è vero che il segnalibro è stato usato per scopi differenti da quello per cui è stato creato, è anche vero che oggetti ed elementi naturali nati per altri scopi sono diventati segnalibri molto usati. Foglie, fotografie, biglietti del treno… tutti noi abbiamo tenuto il segno in modo alternativo almeno una volta nella vita!
Alla Libreria del Mare la scelta è ampia: se siete amanti della calligrafia, ci sono i segnalibri di Callipoem; se preferite immagini e foto di mare, faranno al caso vostro quelli di Sime Books; quelli di Rivelami sono perfetti per chi tra voi ama avere sempre a portata di mano una citazione colta e poetica; poi ancora vi proponiamo i segnalibri di Guja Ajolfi, che riproducono i suoi dipinti; e, dulcis in fundo, gli originalissimi segnalibri di Filmalibri, realizzati con fotogrammi di pellicole cinematografiche legate al mare.
Se volete dare un’occhiata, potete fare un salto a trovarci oppure dare un’occhiata al nostro eshop, cliccando qui.
Addvent | Avventure illustrate
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Addvent(ure)
Cari lettori, come sapete qui alla Libreria del Mare non si parla solo di libri; il nostro catalogo è molto vasto e comprende anche carte nautiche, accessori ispirati al mondo marinaresco e idee regalo, come agende, ceramiche e stampe. Ed è proprio di stampe che vogliamo parlarvi oggi, in particolare di quelle di Addvent.
IL PROGETTO
Sono numerose le realtà che, purtroppo, si sono trovate a chiudere durante la pandemia, ma il 2020 ha portato anche a esplorare nuove modalità di lavoro e collaborazione, sfruttando l’online. In quel periodo di grande incertezza alcuni giovani artisti e professionisti under 35 hanno deciso di formare un team internazionale chiamato CoLab… e proprio da questa fucina artistica è nato Addvent, il progetto di cui vi parliamo oggi.
AVVENTURE ILLUSTRATE
E così arriviamo alle loro Addventure, le avventure illustrate. Si tratta di stampe in cui sono disegnate esperienze da completare, avventure compiute o nuove imprese da compiere. Il catalogo di esperienze (e dunque di stampe) è amplissimo, ma noi abbiamo selezionato per voi tutte quelle che riguardano il mare, ovviamente.ADDVENT IN LIBRERIA
Che ne dite, per esempio, di una stampa con i più importanti nodi da conoscere per una corretta navigazione? O di una che illustra 15 specie diverse di crostacei e molluschi? Le nostre preferite sono sicuramente quella che elenca i luoghi da visitare per ripercorrere l’Odissea e quella che invita a scoprire 12 piccolissime isole italiane. Ma c’è davvero l’imbarazzo della scelta, cari lettori! Inoltre, alcuni soggetti vengono proposti anche in una misura più piccola. Con questo breve articolo speriamo di avervi fatto scoprire in Addvent un’altra realtà che non conoscevate, cui dare il vostro supporto per abbellire le pareti di casa o per fare un regalo molto originale… e se volete dare un’occhiata alle stampe di Addvent disponibili in libreria, basta cliccare qui.Virginia Woolf in gita al faro
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Virginia Woolf
Cari lettori, questa volta il titolo dell’articolo lascia pochi spazi ai dubbi. Di chi mai parleremo? Chi avrà scritto il classico della letteratura marinaresca che vogliamo presentarvi? Eh sì, proprio lei, la regina della letteratura inglese: Virginia Woolf. Oggi vogliamo raccontarvi di uno dei suoi romanzi più celebri e dai tratti certamente autobiografici: Gita al faro. Ma prima…
ADELINE VIRGINIA STEPHEN
Nata nel 1882, Virginia Woolf (nata, appunto, Stephen) crebbe in una famiglia e in un ambiente ricchissimi di stimoli intellettuali e artistici grazie al padre, autore e critico letterario, e alla madre, modella per pittori. La casa era frequentata da artisti e letterati dell’epoca, fattore che contribuì non poco al nascere della passione per la scrittura in Virginia.
LE PERDITE E I TRAUMI
Sebbene agiata e inizialmente molto felice, la vita dell’autrice non fu semplicissima. Vittima di abusi da parte di due dei suoi fratellastri, perse la mamma a 13 anni e poco dopo la colpirono anche il lutto per una sorella e il padre. Tutti questi traumi e queste perdite furono probabilmente il fattore scatenante del suo primo crollo nervoso, cui ne seguirono molti altri. Recentemente, sulla base delle scoperte scientifiche avvenute dopo la sua morte, si è arrivati ad una diagnosi postuma di disturbo bipolare accompagnato da psicosi.LA VITA ADULTA
Nonostante la profonda depressione che caratterizzò alcuni periodi della sua vita e la sua tragica fine (morì suicida dopo aver scritto una commovente lettera all’amatissimo marito), Virginia Woolf ebbe una vita adulta piena e soddisfacente: partecipò a diversi circoli culturali, fondò la casa editrice Hogarth Press insieme al marito Leonard Woolf, fu attivista femminista e suffragetta, ebbe relazioni con diverse donne (tra cui la più nota fu quella con Vita Sackville-West) e scrisse le numerose opere che la resero famosa. Virginia fu in contatto con autori del calibro di Sigmund Freud, Thomas Eliot, James Joyce e il nostro Italo Svevo, tutti pubblicati dalla sua casa editrice.JAMES JOYCE E LO STREAM OF CONSCIOUSNESS
Con James Joyce, autore del celeberrimo Ulisse, Virginia non ebbe in comune solo l’anno di nascita e di morte (1882-1941), ma anche l’utilizzo di una tecnica narrativa che li rese entrambi molto riconoscibili: lo stream of consciousness o flusso di coscienza. Virginia Woolf, come Joyce, abbandonò i dialoghi e le regole di grammatica e punteggiatura, preferendo concentrarsi sui pensieri dei suoi personaggi e sulla loro libera trascrizione.GITA AL FARO
Questo stile narrativo è particolarmente evidente nel romanzo di cui vi abbiamo accennato all’inizio dell’articolo: Gita al faro. Protagonista è la famiglia Ramsey, madre, padre e otto figli, in vacanza all’isola di Skye insieme ai numerosi ospiti.
Nella prima parte viene raccontata la programmazione di una gita al faro per il giorno seguente e i dissapori che questa crea tra i due genitori.
La seconda parte è una sorta di collante tra la prima e la terza, che avvengono a distanza di 10 anni, e narra di quanto accade in Inghilterra in quel lasso temporale e di quali personaggi chiave muoiono: una è la Signora Ramsey. Come avviene nella famiglia Stephen, quella di Virginia, anche nella famiglia Ramsey la morte della mamma causa scompiglio e grande dolore al padre, che si sente perso.
Nella terza parte è proprio lui, insieme a due dei figli, a portare a termine quella gita organizzata dieci anni prima, chiudendo il cerchio.
Gita al faro – faro che parrebbe essere quello di Godrevy Island, isola situata in un golfo di fronte a St. Ives dove Virginia Woolf passava le sue estati da bambina – è disponibile alla Libreria del Mare! Se vi va di dargli un’occhiata, basta cliccare qui.
Benetti, il cantiere dei gigayacht
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Benetti
Cari lettori, ultimamente ci è già capitato di raccontarvi l’eccellenza di alcuni cantieri nautici italiani. Oggi riprendiamo questo filone narrativo, raccontandovi la storia del cantiere Benetti, celebre soprattutto per i suoi gigayacht.
LA NASCITA DEL CANTIERE
Fu Lorenzo Benetti (nato nel 1844) a fondare il cantiere nel 1873, a seguito dell’acquisto del già avviato Cantiere Darsena Lucca. Circa 40 anni dopo i suoi figli, Gino ed Emilio, presero in gestione l’attività. Sotto la loro guida, dopo numerose imbarcazioni di ogni genere lanciate sul mercato dal padre, il cantiere produsse una delle più note navi a vela italiane, il brigantino S. Giorgio (51 metri), ribattezzato poi Nave Scuola Ebe dalla Marina Militare. Oggi questa storica imbarcazione è esposta al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo Da Vinci di Milano.
UN’INNOVAZIONE DOPO L’ALTRA
Dopo una lunga sperimentazione iniziata negli Anni Quaranta, il cantiere Benetti iniziò a produrre yacht di lusso, utilizzando come materiale di punta l’acciaio al posto del legno. I progressi non si limitarono alla scelta di nuovi materiali, ma coinvolsero tutti i settori: dalla tecnologia al comfort.CELEBRI YACHT PER PERSONE CELEBRI
Numerose sono le imbarcazioni che hanno fatto la storia del cantiere Benetti, ma alcune hanno sicuramente ricevuto maggior visibilità di altre grazie ai personaggi celebri che le hanno scelte per soggiornarvi o per girare un film. Il Gabbiano 22M fu scelto da Ranieri III di Monaco e Grace Kelly, mentre David Bowie preferì El Caran. E mentre il Nabila appariva nel film di James Bond Mai dire mai, i Queen ne cantavano la meraviglia nel singolo Khashoggi’s Ship del 1989.I GIGAYACHT
Ed è così che rapidamente arriviamo agli Anni 2000, epoca in cui Benetti concentra tutte le sue energie su un progetto (anzi, tre) colossale: costruire un (anzi, tre) gigayacht. Tra il 2016 e il 2019 al cantiere Benetti vengono prodotti in simultanea M/Y Lana 107M, M/Y Luminosity 107.6M e M/Y Ije 108M, un’impresa titanica e perfettamente riuscita. Con il lancio, nel 2020, dell’Oasis Deck™ sull’Oasis 40M, una zona living concepita per sembrare parte integrante del mare, con piscina a sfioro, Benetti si inserisce a pieno titolo nell’Olimpo dei cantieri navali.
150 ANNI DI STORIA
L’incredibile storia di successo di Benetti, che qui avete letto riassunta in poche righe, è ampiamente raccontata in un volume celebrativo per i 150 anni dalla fondazione, pubblicato da Assouline. Un libro ricco di aneddoti e immagini mai pubblicate: una vera chicca per ogni collezionista e appassionato. Se volete dargli un’occhiata, lo trovate qui.Il mare delle donne
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Giovedì in libreria… e in biblioteca
La rassegna I giovedì in libreria… e in biblioteca patrocinata dal Municipio 1 del Comune di Milano vede, come d’abitudine, la partecipazione di numerosissime librerie dell’Associazione Librerie Indipendenti di Milano. Quest’anno il ciclo di incontri affronta la tematica Donne, vita, libertà. Come potevamo svilupparlo, quindi, alla Libreria del Mare se non come Il mare delle donne“?
IL MARE DELLE DONNE
Infatti, nonostante la storia marinaresca sia fortemente connotata da un’impronta maschile, non mancano fulgidi esempi declinati al femminile. L’incontro veleggia, quindi, alla scoperta di alcune protagoniste della marineria contemporanea attraverso letteratura e arti visive, avventure e navigazioni… per dimostrare ancora una volta che non esistono clichet insormontabili. Quando? Giovedì 21 marzo 2024 alle ore 19 alla Libreria del Mare, in Via Broletto 28 a Milano!
LE PROTAGONISTE
Ida Castiglioni, architetto, velista e prima donna italiana a completare la regata oceanica Ostar nel 1976, ci parlerà del suo rapporto con il mare, anche attraverso le pagine del suo libro, intitolato Eva.
Elisabetta Lizzi Eordegh, giornalista, documentarista e co-fondatrice dell’organizzazione no-profit Barca Pulita, ci racconterà cosa significa girare il mondo in barca a vela per documentare le meraviglie della natura non contaminate dall’uomo e le tradizioni in via d’estinzione. Il suo primo libro si intitola Sotto un grande cielo, scritto a quattro mani con Carlo Auriemma (co-fondatore di Barca Pulita).
Nina Albiniova, modella e pittrice che espone regolarmente i suoi olii su tela in libreria, eseguirà un live painting durante l’evento, a testimonianza del rispetto e della meraviglia che il mare, con i suoi colori, riflessi e giochi di luce, scatenano nel suo cuore.
Cristina Marasti, editor di Iperborea, ci racconterà di come Emilia Lodigiani ha fondato una delle case editrici di maggior successo degli ultimi 50 anni e della vocazione marinaresca delle loro pubblicazioni.
Giovanna Giordano, scrittrice raffinata candidata al Nobel per la Letteratura nel 2020, ci regalerà dalla sua adorata Sicilia un intervento video sul suo amore per il mare, testimoniato anche dal suo libro Il profumo della libertà.













