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  • e l’oceano era il nostro cielo
  • il mare con la m maiuscola
  • il portasigarette d’argento
  • inferno di sale
  • l’invenzione del vento
  • barchetta bianca
  • barchetta blu
  • tecnica mista: nave faro vinga
  • tecnica mista: nave faro kalkgrundet
  • due gentiluomini
  • e l’oceano era il nostro cielo

    Chiamatela Bathsheba. Perché è una balena, ed è diversa da tutte le altre: lei è predestinata. Fin da piccola ha saputo che sarebbe diventata una cacciatrice, nell’interminabile guerra delle balene contro gli uomini, tra i quali il più temibile è un mostro a metà tra mito e leggenda, lo spaventoso Toby Wick. Secondo molti, lui è il diavolo in persona, ma nessuno sa dire se esista davvero. Guidata dalla temeraria capitana Alexandra, Bathsheba è sulle sue tracce. Lo cercano, vagando da un oceano all’altro. Lo vogliono, per portare a compimento la profezia. Trovarlo sarà l’unico modo per cambiare per sempre il mondo.

    Con le illustrazioni intense ed evocative di Rovina Cai, Patrick Ness riscrive “Moby Dick”, trasformando un classico della letteratura in una potente, epica metafora della guerra.

    Età di lettura: 12+

    Edizione: 2019

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  • il mare con la m maiuscola

    In un libro vivace, avvincente, schietto, ma anche, a tratti, lirico e commovente, Enzo Maiorca ripercorre, in modo personalissimo e affascinante, le tappe della sua vita di uomo e di sportivo. Lo fa a modo suo, come narrando agli amici sul terrazzo di casa in una piacevole notte siciliana: i ricordi si susseguono secondo un ordine proprio, scaturendo l’uno dall’altro in un gioco di scatole cinesi, e la memoria indulge su particolari, odori, sapori, voci, personaggi magistralmente tratteggiati, materializzando davanti agli occhi (anzi, ai cinque sensi!) del lettore, atmosfere suggestive proprio per la loro precisione.

    Il Mare, la contrada, la guerra, l’amicizia, la Sicilia e i siciliani: tutto viene rivisitato dalla sua penna ed espresso, attraverso un uso originale e creativo della similitudine e della metafora, con un realismo che tiene conto dell’anima. Ancora, e con la stessa spontaneità, l’autore si fa riflessivo e confida irrequietezze, pensieri, contestazioni, paure, facendo emergere un messaggio universale di cui l’attività agonistica diviene metafora: quell’andare avanti, quel porsi sempre nuovi traguardi e superarli per non scoprire nell’ultimo giorno di non aver veramente vissuto, la bellezza prometeica della conquista nella fatica che Maiorca fa risaltare in contrapposizione alle imprese, leggerissime perché sovrumane, di uno stuolo di dei, semidei e personaggi mitologici, rievocando e rinnovando così anche le radici della sua “Megale Ellas”.

    Edizione: 2001

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  • il portasigarette d’argento

    Giovedì 2 Luglio 1942 il Sommergibile Calvi lascia la Base Betasom di Bordeaux per una nuova missione in Atlantico e non vi farà più ritorno. Al comando dell’unità il Capitano di Fregata Primo Longobardo, uno dei più noti e apprezzati comandanti della Regia Marina Italiana, che perde la vita insieme a metà del suo equipaggio nella notte tra il 14 e il 15 Luglio.

    La storia di quella tragedia e di altre vicende legate alla guerra subacquea, strettamente accentrate sulla carismatica figura del comandante italiano, lasciano spazio a una serie di circostanze dai contorni inquietanti e drammatici.

    Il Calvi fu costretto all’autoaffondamento da un cacciatorpediniere inglese appartenente a una squadra navale comandata da John Stanley Dalison, amico di vecchia data di Primo Longobardo. I due, infatti, si erano conosciuti una decina di anni prima in Cina, entrambi inviati dai propri governi per delle missioni militari. Al termine dei rispettivi incarichi, si erano separati per ritornare in patria, ma il destino aveva deciso di farli incontrare ancora una volta: l’ultima, in mezzo all’Atlantico, in quella fatidica notte del 14 Luglio.

    Del loro legame rimaneva un portasigarette d’argento, dono che Longobardo aveva fatto a Dalison; ma rimaneva nell’inglese anche un grande rimorso per essere stato l’artefice della morte dell’amico, due coefficienti che Dalison, a guerra terminata, si porterà fino in Canada…

    Edizione: 2011

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  • inferno di sale

    Il Sommergibile Archimede della Regia Marina Italiana salpò il 26 Febbraio 1943 dalla Base Navale di Betasom, a Bordeaux, nella Francia Atlantica, comandato dal Tenente di Vascello Guido Saccardo, per una missione davanti alle coste brasiliane: intercettare le navi mercantili che, uscendo dai porti di quella regione, andavano a portare rifornimenti alle truppe degli Alleati schierate in Europa e nel Nord Africa.

    Il sommergibile, giunto nella zona d’azione assegnatagli, fu individuato da alcuni aerei americani, bombardato e, nonostante le difese da parte delle mitragliere di bordo, fu colpito da una bomba e affondato: era il 15 Aprile 1943.

    Oltre metà dell’equipaggio perì a bordo del battello che si inabissò velocemente, mentre una ventina di marinai, che al momento dell’attacco aereo si trovavano in coperta, fu scaraventata in mare e sopravvisse, anche grazie al fatto che gli aerei americani gettarono in mare alcuni battellini di salvataggio sui quali i naufraghi poterono rifugiarsi.

    Sopravvivere alla deriva in mezzo all’Atlantico non è, però, cosa facile. Infatti, giorno dopo giorno, i marinai italiani dovettero fare la conta dei decessi.

    Dopo 27 giorni alla deriva (e di inaudite sofferenze) solo uno di loro ebbe salva la vita, il Sottocapo Motorista Giuseppe Lo Coco, raccolto quasi esanime da alcuni pescatori alla foce del Rio delle Amazzoni.

    Il marinaio italiano, ripresosi, fu internato in un campo di prigionia americano e poté ritornare in Italia solo alla fine del conflitto mondiale per raccontare la sua travagliata vicenda e la tragica fine del Sommergibile Archimede e del suo equipaggio.

    Edizione: 2019

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  • l’invenzione del vento

    Giovanni è un ragazzo di buona famiglia, ossessionato dalle tavole da surf come certi adolescenti dal sesso; disegna tavole con palme e arcobaleni, onde alte come palazzi. Pietro è il figlio del benzinaio di Corso Francia, a Roma. I due sono amici e frequentano il Liceo Farnese, costruito per far fronte all’espansione della borghesia lavoratrice: una scuola che non c’era per una classe sociale che non c’era. Così, alla fine degli Anni Settanta, nella capitale del settimo stato più industrializzato al mondo, in piena esplosione del debito pubblico, due ragazzi vivono il sogno del loro “mercoledì da leoni”, ma con il windsurf, la tavola con la vela che a entrambi permetterà prima di scivolare sull’acqua e poi, pian piano, come per attitudine, sulla vita. Giovanni rientrerà nel percorso da bravo borghese che gli toccava e Pietro rincorrerà le onde fino all’oceano, ciascuno dei due pensando all’altro come all’amico che è riuscito a realizzarsi. Perché Pietro ha sì seguito il suo sogno da windsurfer, ma ha finito per imbarcarsi in affari poco chiari che gli impediscono di rientrare in Italia, e Giovanni ha abbandonato il sogno di essere un campione, senza che il sogno abbia abbandonato lui. Lorenzo Pavolini torna al romanzo con la piccola storia di due giovani appassionati di windsurf e la grande storia del ventennio che chiude il Novecento. Dalle onde del Lago di Bracciano a quelle dell’oceano, questa è l’avventura di due ragazzi con i capelli al vento che hanno contribuito all’epica del windsurf in Italia e hanno costruito le tavole con le quali gareggiare, perché i grandi sogni non sono mai solo metafore.

    Edizione: 2019

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  • barchetta bianca

    Barchetta galleggiante con scafo in bioplastica realizzato con stampa 3D, albero in legno e vela in carta (su cui è possibile scrivere a mano un pensiero).

    Con scatola in cartoncino timbrata a mano.

    Limited Edition Milano Design Week 2019.

    Made in Italy.

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  • barchetta blu

    Barchetta galleggiante con scafo in bioplastica realizzato con stampa 3D, albero in legno e vela in carta (su cui è possibile scrivere a mano un pensiero).

    Con scatola in cartoncino timbrata a mano.

    Limited Edition Milano Design Week 2019.

    Made in Italy.

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  • tecnica mista: nave faro vinga

    Tecnica mista (acquerello, pastello e acrilico) su cartone.

    Cornice in radica lucida, passerpartout e vetro.

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  • tecnica mista: nave faro kalkgrundet

    Tecnica mista (acquerello, pastello e acrilico) su cartone.

    Cornice in radica lucida, passepartout e vetro.

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  • due gentiluomini

    Due gentiluomini di mare condussero le loro squadre navali a battersi, come i cavalieri medioevali si misuravano in abilità e coraggio nei tornei.

    Sir Christopher Cradock innalzava i limiti della perfezione formale ed era appassionato interprete della più nobile tradizione navale inglese.

    Maximilian von Spee univa alla limpidezza di un pensiero kantiano una modernità di approccio ai problemi e una temperanza umana che lo proiettavano nel futuro.

    La guerra li sorprese, senza riuscire a renderli altro che avversari, concorrenti per qualcosa di astratto chiamato vittoria.

    Si batterono il primo novembre 1914.

    Edizione: 2018

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La storia

La Libreria del Mare è nata negli Anni Settanta ed è situata all'interno di un'antica drogheria nel cuore di Milano. Oggi la libreria vanta una selezione di quasi diecimila libri e altri articoli, fra cui, ovviamente, le carte nautiche e i portolani. Inoltre, la Libreria del Mare promuove la cultura marinaresca attraverso una serie di incontri con gli autori più affermati del settore. Fra gli altri: Giovanni Soldini, Bjorn Larsson, Simone Perotti, Davide Besana, Elisabetta Eordegh e Carlo Auriemma... Infine, la libreria collabora con numerose istituzioni pubbliche e private (BookCity Milano, Comune di Milano, Ocean Film Festival Italia e Urban Blue City Milano).

Blog del Mare

“Passage through DAR”

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Salone del Mobile 2019

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Premio Marincovich 2019

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10 libri di mare (parte prima)

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Barca Pulita

La Barca Pulita è un ketch di 44 piedi a basso impatto ambientale; infatti, a bordo si sperimentano nuovissime tecnologie per la conversione dell'energia. Inoltre, il suo equipaggio, composto da Elisabetta Eordegh e Carlo Auriemma, da oltre trent'anni cerca in mezzo agli oceani quelle isole dove non arriva nessuno... E, in effetti, hanno toccato gli angoli più remoti e improbabili del pianeta, per raccontare ciò che il mondo nasconde nei luoghi in cui è più difficile arrivare.