La via della porcellana
€30,00
Sottotitolo: La Compagnia Olandese delle Indie Orientali e la Cina
Autore: Patrizia Carioti – Lucia Caterina
Editore: Il Portolano
ISBN: 9788895051116
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Descrizione
Alla fine del Cinquecento, la fabbricazione della porcellana in Europa era ancora considerata uno degli “arcana”, uno dei grandi misteri della natura non svelati dall’uomo. I primi esemplari erano giunti in Occidente durante la “pax mongolica” (1270-1368) e avevano subito attirato gli osservatori per la loro bellezza e raffinatezza, dovute alla sottigliezza delle pareti, alla trasparenza dell’impasto e alla freschezza della decorazione, oltre che alla sonorità e alla traslucidità dei pezzi. Una passione destinata a crescere notevolmente nel corso del tempo, man mano che le classi abbienti europee si appassionavano sempre di più ai lussuosi prodotti orientali, soprattutto cinesi, e che bevande esotiche come tè, caffè e cioccolata entravano nell’uso comune, facendo aumentare la richiesta di contenitori adatti.
Nel Cinquecento, dopo l’apertura della rotta marittima diretta con l’Estremo Oriente da parte dei portoghesi, quello che era stato un arrivo sporadico ed eccezionale divenne un flusso regolare e continuo, in cui migliaia di pezzi riversavano ogni anno a Lisbona. Ma la vera svolta avvenne con l’ingresso degli olandesi nei mari orientali che, dopo aver scalzato i lusitani dal loro monopolio, ne instaurarono un altro facente capo ad Amsterdam. Solo nei rapporti con la Cina dimostrarono di non essere altrettanto abili o fortunati, perché mentre i portoghesi poterono contare sin dal 1557 su una base d’appoggio stabile sul suolo cinese, Macao, gli olandesi dovettero accontentarsi di agire come contrabbandieri lungo le coste o di ritagliarsi uno spazio nei paesi satellite del Celeste Impero, vale a dire l’Indocina, il Giappone e Taiwan, attendendo fino al Settecento inoltrato prima di poter avere accesso diretto a Canton, il porto del Guangdong dove si concentravano i traffici con gli stranieri.
Edizione: 2010






