Fogli volanti, cartoline postali (di quelle che si usavano un tempo, fittamente annotate), pagine dal diario di bordo di un uomo di mare vivace, curioso e colto, ma felicemente sprovvisto di pedanteria: è la forma che variamente assumono queste 44 conversazioni radiofoniche, restituite con minimi cambiamenti a una lettura più meditata. Si tratta di una scelta dei colloqui tenuti da Grytzko Mascioni nel corso del programma di Radiotre Rai Lampi sul Mediterraneo, trasmesso nell’estate del 1998.
Il protagonista è il Mare Mediterraneo, quasi uno stagno o un lago salato, pennellata blu sulla mappa del mondo; eppure immenso, quasi vertiginoso per la millenaria ricchezza che il susseguirsi delle civiltà che hanno abitato le sue sponde, all’incrocio di tre continenti, ha depositato e continua a fermentare tra idillio e dissonanza. Il Mediterraneo, dunque, come contravveleno alla risorgente tentazione dell’uniformità che caratterizza, invece, secondo lo scrittore, la mentalità eurasiatica, che fa discendere il principio di autorità da poteri inaccessibili ed eterodiretti.
Come viaggia Mascioni e con quale corredo? Per nave, principalmente, e lontano dalle rotte turistiche, allo scopo di approdare lentamente, e previa una necessaria maturazione, alle diverse realtà (costiere e non) che compongono il frastagliato e irripetibile mosaico del mondo mediterraneo. Il bagaglio è, invece, costituito da un profluvio di letture, di immagini artistiche, di brani musicali che accompagnano ciascuna delle ricognizioni: a Palma o a Tunisi, al Pireo o a Dubrovnik, a Rodi o a Kuşadasi.
Edizione: 2026