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sotto l'inesauribile superficie delle cose

24,00

sotto l’inesauribile superficie delle cose

24,00

Subtitle: il paradigma della profondità nell’immaginario dell’antropocene

Author: niccolò scaffai

Publisher: Aboca Edizioni

ISBN: 9788855233255

La profondità è un motivo ricorrente nell’immaginario contemporaneo; la rappresentazione degli spazi sotterranei e sottomarini è diventata sempre più frequente nella letteratura, nel cinema, nelle arti figurative. In particolare, risaltano sempre più spesso elementi e oggetti materiali che emergono dalla profondità: rocce, fossili, ossa, scorie, petrolio. L’attrazione esercitata dal mondo sotterrano è sempre stata forte: la scoperta di tesori sepolti o sommersi, i viaggi al centro della Terra e le discese negli inferi sono archetipi che hanno sempre avuto grandissima fortuna nel mito e nella religione, nella letteratura e perfino nella scienza. Ma la profondità nella cultura contemporanea ha un carattere specifico, che consiste nel legame con l’Antropocene, l’epoca cioè in cui l’attività umana è diventata così intensa da incidere sui processi geologici, alterando clima e struttura del pianeta.

Nell’immaginario classico e moderno, lo spazio profondo era un territorio di scoperta o di conquista, in senso materiale o morale: dalla catabasi l’eroe torna dopo aver raggiunto uno status diverso e migliore, come in un rito iniziatico. La profondità era un luogo d’eccezione, obiettivo di un passaggio temporaneo, funzionale al tempo dell’avventura e del rito. È lo spazio notturno, concepito come immagine contraria di quello diurno della superficie in cui si riflette e da cui si dipende, che garantisce al protagonista un più saldo possesso di entrambi i regni, quello sotterraneo e quello di superficie. In questo senso, l’immagine che restituisce è quella dell’uomo che ha superato pericoli e ostacoli: il trionfo dell’antropocentrismo, insomma. Il paradigma che si instaura, invece, nell’immaginario contemporaneo ha caratteristiche diverse se non opposte. Lo spazio non viene conquistato, ma piuttosto rivelato; la sua manifestazione non è temporanea, ma permanente, preesiste all’umano e perdura oltre di lui, nel tempo profondo. La sua funzione non è, quindi, quella di esaltare la virtù dell’eletto, ma di relativizzarne la sua condizione in rapporto alle altre specie e alla materia stessa. Profondità diventa così una parola chiave dell’Antropocene e del pensiero ecocritico.

In questo libro sorprendente e ricchissimo, con esempi tratti dalla letteratura, dalla scrittura scientifica, dal cinema, dalle arti figurative, Niccolò Scaffai definisce il paradigma della profondità illuminando tutta la cultura contemporanea, analizzandola attraverso i cardini del testo e delle sue strutture, cioè il tempo e lo spazio, e spiegandoci come la letteratura e le altre forme dell’immaginario riescono a collegare gli spazi profondi con gli ambienti di superficie in cui si svolge la nostra esistenza. Perché conoscere, cioè accedere alla profondità, è la condizione per portare alla luce e indicare l’esempio virtuoso di una forma di vita non antropocentrica.

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