Reportage su un itinerario geografico-letterario che, partito da Rejkyavík, ha portato l’autore a compiere il lungo periplo dell’isola raggiungendo i remoti Fiordi Occidentali e l’altopiano delle Landmannalaugar.
Un viaggiare, da literary traveler, lungo le tracce lasciate da autori contemporanei e del passato remoto, tra storie di povertà estrema, saghe, dèi, coloni, folklore e toponimi che racchiudono leggende nascoste dietro ogni roccia, villaggio, collina, vulcano, cascata, campo di lava, spiagge nere di un oceano quasi mai calmo. Modelli che sembrano coesistere o darsi il cambio sulla scena per buona parte dell’isola, in un ripetersi ad libitum che induce un senso di serenità e sicurezza ma, al contempo, ricorda un ambiente ostile dove l’uomo è solo una comparsa e dove gli elementi antropici finiscono per essere di disturbo alla magnifica desolazione.
Un lento on the road tra i maestosi scenari di una terra potente, dove i tempi sono dettati dalla solitudine e dove il silenzio e il vento creano la condizione essenziale per rispondere al richiamo di una bellezza austera e primordiale.
Edizione: 2026