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capo horn alla vela

Sottotitolo: 14000 miglia senza scalo

Autore: bernard moitessier

Editore: ugo mursia editore

ISBN: LDM1702997295

Esaurito

Descrizione

Raro esemplare della sesta edizione di U. Mursia & C. del 1987 in ottimo stato di conservazione, collana Biblioteca del Mare 14 (Crociere, regate, viaggi e avventure 7). In-8, brossura (con segni del tempo al dorso) illustrata a colori con alette; 312 pp. ingiallite, con 21 cartine e 3 disegni in nero nel testo e 33 fotografie in nero fuori testo.

In appendice nota dell’architetto Jean Knocker, traduzione dal francese di Renato Prinzhofer e, per le appendici, dell’ing. Mario Tradico.

Dall’aletta anteriore: In questo libro l’Autore racconta la propria vicenda, da quando, naufrago e senza mezzi alla Martinica, riesce a raggiungere la Francia, a risalire la china, a sposarsi felicemente e soprattutto ad avere finalmente una bella imbarcazione, il ketch di 12 metri Joshua (battezzato così in onore del grande Joshua Slocum). Con Joshua l’Autore porta la moglie Françoise in un meraviglioso viaggio di nozze, sia pure un po’ ritardato: dalle Canarie alla Martinica, poi, attraverso il Canale di Panama, passaggio nel Pacifico: le Galapagos, le Marchesi, le Tuamotu, fino a Tahiti. E’ un viaggio condotto con comodo, beatamente, per la gioia di vivere. Ma intanto è maturata – quasi dettata dalle circostanze – la decisione di tornare passando da Capo Horn: cosa del tutto imprevista alla partenza.

Françoise Moitessier affronta intrepida la grande galoppata di 14000 miglia nelle burrasche delle alte latitudini meridionali, il passaggio al largo di Capo Horn (è la prima donna a compierlo), la risalita dell’Atlantico. E, priva di precedenti esperienze marinaresche, si rivela tuttavia un’ottima compagna di bordo per il marito. La personalità eccezionale dell’Autore si manifesta continuamente, tanto nella vivacità delle annotazioni, e nell’esattezza delle notizie colte con spirito di marinaio, quanto per la carica vitale e l’impegno morale che lo animano. In queste pagine si può forse trovare la chiave per spiegare lo straordinario gesto con cui Moitessier, ai primi del 1969, dopo aver praticamente vinto la regata per il giro del mondo a vela in solitario, senza scalo, ha proseguito il viaggio lungo i 40 ruggenti invece di andare a raccogliere applausi e onori.