l’agguato di matapan

Sottotitolo: errori, omissioni e menzogne di una famosa battaglia navale

Autore: francesco mattesini

Editore: ristampa edizioni

ISBN: 9788899648985

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Descrizione

Questa pubblicazione vuole doverosamente ricordare il sacrificio di 2.308 marinai, di tutti i gradi della Regia Marina, che persero la vita nel corso della Battaglia di Matapan. Essa, fu combattuta in due fasi: con un duello balistico d’artiglieria a grande distanza, nel corso della giornata del 28 Marzo 1941 a sud dell’Isola di Gaudo (Creta), e poi proseguita nel corso della notte dell’estremità occidentale del Peloponneso (Grecia), con un attacco ravvicinato della Flotta Britannica del Mediterraneo. Questa, arrivò a contatto con le navi italiane grazie alle segnalazioni della sua organizzazione crittografica Ultra, che segnalò il giorno esatto in cui la Flotta Italiana si sarebbe mossa per una operazione che riguardava il Mediterraneo Orientale. Ma, soprattutto, fu determinante l’efficacia degli attacchi degli aerosiluranti “Albacore” della portaerei Formidable. Essi colpirono dapprima la corazzata Vittorio Veneto, riducendone la velocita, e poi, in un attacco notturno, immobilizzando l’incrociatore Pola, permisero al nemico di aggredire gli incrociatori della 1a Divisione Navale che accorrevano in suo aiuto e che, in quelle ore, non si aspettavano quella sorpresa. Furono affondati gli incrociatori Zara e Fiume e i cacciatorpediniere Alfieri e Gioberti, per poi dare il colpo di grazia al Pola.

Questo episodio è particolarmente importante nella strategia navale italiana poiché da quel momento Supermarina, l’organo operativo dello Stato Maggiore della Regia Marina, ottenne da Benito Mussolini l’autorizzazione a non far più operare le sue navi al di fuori della protezione degli aerei da caccia adibiti alla scorta e, quindi, entro un raggio d’azione di 100 miglia dalle base terrestri, in seguito ridotto a 85 miglia. Con questo prudente comportamento la Flotta Britannica ebbe la possibilità di scorrazzare in lungo e in largo per il Mediterraneo e, quando le navi italiane furono impegnate con un nemico che appariva inferiore di forze navali e potenziale d’artiglierie, i risultati, purtroppo, furono quasi sempre insufficienti.

Edizione: 2020

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