vita, avventure e piraterie del capitano singleton

19,00

Autore: daniel defoe

Editore: bur (rizzoli)

ISBN: LDM1657556656

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Descrizione

Raro esemplare della prima edizione di Rizzoli Editore del 1959 in ottimo stato di conservazione, edizione “Biblioteca Universale Rizzoli” 1484-1486 (volume triplo). In-16, brossura (con le prime segnature danneggiate al piede nei pressi del dorso); 280 pp. ingiallite, con ex libris di Emilio Delfino e annotazione in matita a pag. 1.

Traduzione e introduzione di Giorgio Spina.

Dalla nota introduttiva: Vita, avventure e piraterie del capitano Singleton (The Life, Adventures and Piracies of Captain Singleton), apparso […] nel 1720, è […] un romanzo narrato in prima persona. Il protagonista rivive gli episodi salienti della sua vita avventurosa di pirata e filibustiere, risalendo alle origini: da quando, ancor bambinello, è rapito ai legittimi genitori per passare nelle mani di megere vagabonde e sfruttatrici. Privo di educazione della mente e dello spirito, batte i mari a bordo di un veliero portoghese e, compromesso in un ammutinamento, viene abbandonato con alcuni marinai sulle coste del Madagascar. Di là cominciano le peripezie del giovinetto, che segue i compagni in un estenuante viaggio attraverso il Continente Nero, dalle sponde orientali a quelle occidentali, alla ricerca di una via per il ritorno. Le descrizioni dell’ambiente africano costituiscono la particolarità più significativa di questa prima parte del libro, e, pur essendo più frutto d’immaginazione – o d’intuizione – che di vera conoscenza, fissano con suggestiva icasticità la realtà quale apparve agli esploratori dell’Ottocento.

Il seguito della narrazione presenta un Singleton in piena attività di corsaro. Le sue gesta spaziano dalle coste dell’America meridionale a quelle dell’India, ai mari della Sonda, su su, fino alle Filippine e alle acque di Formosa. Campeggia in questa seconda parte del romanzo la forte personalità di William il quacchero, consigliere, amico e poi guida spirituale di Singleton. Così la figura del pirata – torva, spietata e spavalda quale dovrebbe essere – si stempera fino a diventare, a mano a mano, quello di un povero infelice, traviato dalla malasorte, che si dibatte per liberare dalla dura scorza d’una vita sciagurata la voce della coscienza e i palpiti del cuore; e l’avventura cede il passo ai problemi dello spirito, il pirata si tramuta in penitente teso verso il sereno approdo alla purificazione.

Come tutta la narrativa del De Foe, anche questo romanzo non è certo immune di pecche formali: incongruenze psicologiche, anacronismi, contraddizioni; scorie di una vocazione più istintiva che controllata, che portava l’autore a una scrittura di getto, impetuosa come l’animo dei suoi personaggi, sulla quale non gli era possibile di tornare e porvi ordine, una volta scuotatavi tutta la sua ansia. Ma, dunque, una sponteneità, un’immediatezza e un’aderenza alla realtà che sono i pregi maggiori del De Foe.

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