la regata intorno al mondo

19,00

Sottotitolo: la più grande competizione velica di tutti i tempi nel racconto di uno dei protagonisti

Autore: doi malingri

Editore: rizzoli (rcs)

ISBN: LDM1550330320

Esaurito

COD: LDM1550330320 Categorie: ,

Descrizione

Raro esemplare della prima edizione di Rizzoli del 1975 in ottimo stato di conservazione. In-8, legatura editoriale telata marrone con incisioni nere al dorso; sovraccoperta in carta (leggermente usurata) illustrata a colori con alette; 168 pp., con alcune illustrazioni in nero nel testo e diverse tavole fotografiche in nero fuori testo.

Dall’aletta anteriore: L’otto Settembre 1973 un colpo di cannone, sparato dal Southsea Castle di Portsmouth, dava il via alla più grande impresa velica di tutti i tempi: la prima regata intorno al mondo, in quattro tappe. Quel giorno, ben diciassette imbarcazioni di prima classe salparono per una corsa di 27000 miglia, avendo per traguardo le stesse acque di Portsmouth da cui stavano muovendo, e che avrebbero raggiunto nell’aprile dell’anno seguente. In queste pagine Doi Malingri, lo skipper di una delle tre barche italiane in gara, descrive i fatti, gli stati d’animo, la vita a bordo, i contatti con le altre imbarcazioni durante gli otto mesi di navigazione. E’ un racconto vivace nel quale i tre motivi dominanti: la sfida ai venti e agli oceani, la rivalità sportiva tra i concorrenti, e i problemi psicologici che sorgono, inevitabilmente, tra i membri di uno stesso equipaggio dalla vita in comune “uno sui piedi dell’altro”, si intrecciano e si sommano componendo un quadro completo e realistico dello svolgimento della gara. Tra Malingri e i suoi, in realtà, non si presentano particolari difficoltà di adattamento. Alcuni sono suoi amici da sempre, altri lo diventeranno subito. Il loro agonismo, ovviamente, si sfoga soprattutto in un dichiarato impegno sportivo contro le altre barche italiane e alcune straniere, governate da velisti grintosi e preparatissimi. Ma alle basse latitudini dell’emisfero australe, le barche affrontano il loro grande, comune Avversario: l’Oceano. Gli skipper si cercano e si parlano per radio e i loro discorsi sono meno evasivi, più ricchi di calore umano. Malingri annota: “Fra queste onde enormi, sconvolte, sorvolate dagli albatross, e gli iceberg spettrali, anche la competizione fra le barche, tenuta viva a terra, viene dimenticata dagli equipaggi”. Uno a uno, quattro uomini della regata scompaiono in mare. Malingri, sbigottito, reagisce: “Vorrei esser lontano da questo posto dove muoiono i miei amici, mi sento cretino, io e tutti quelli che se ne vanno in giro per questi posti schifosi, in una gara senza senso, dove la gente di vent’anni muore”. E’ uno sfogo sincero, anche se i marinai come Malingri sanno di non poter rinunciare al fascino che l’oceano esercita su di loro. La regata continuerà fino a Portsmouth, dove le barche arriveranno in aprile, accolte da altre salve di cannoni e da una folla entusiasta.

E già Malingri e gli altri, appena scesi a terra, penseranno a nuove partenze verso quelle acque terribili e meravigliose.

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