de mari nostro

59,90

Sottotitolo: de piscatus re coquinaria

Autore: abbadati r. lombardi l. mancini a. petrò a. gr

Editore: marco serra tarantola editore

ISBN: 9788867770793

Da procurare su richiesta

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COD: 9788867770793 Categoria:

Descrizione

Una fiaba, un mare, 40 ricette e altrettanti vini abbinati, una tecnica fotografica “realistica” e decine di tavole disegnate a mano. Un libro di cucina che è prima di tutto un tributo al Mar Mediterraneo e un ricettario illustrato per tutta la famiglia. Un pesce leggendario, un grande cuoco che è quasi un mago, una ricetta perfetta da scovare, una missione mortale in giro per il Mar Mediterraneo a bordo di una piccola barca sono alcuni degli ingredienti, è proprio il caso di dirlo, della fiaba che rende il “De Mari Nostro – De piscatus re coquinaria” di Roberto Abbadati tutt’altro che “solo” un libro di cucina.

Il protagonista è il cuoco Romeo che, grazie ai racconti di un misterioso nonno scienziato, è a conoscenza dell’esistenza di un pesce antichissimo, il “Nomadillo Strale Mediterraneus” (soprannominato Ulisse), presente nel Mediterraneo ormai in un unico esemplare. È il pesce più buono del mondo, ma le sue carni sono mortali: chi lo mangia non può sopravvivere ma “avrebbe il tempo di assaggiare sapori e profumi così deliziosi che, a dire il vero, forse non rimpiangerebbe di morire”. Romeo si mette a caccia di questo rarissimo pesce e soprattutto della ricetta perfetta per poterlo cucinare, ben sapendo che avrebbe portato entrambi alla morte. O forse no. Nel suo viaggio in barca Romeo toccherà tutte le terre che si affacciano sul Mar Mediterraneo e per ciascuna scoverà le ricette che più sanno esaltare i sapori delicati e preziosi delle tante specie di pesci presenti in mare.

Un’altra particolarità di questo volume è la tecnica utilizzata per le fotografie presenti. Spiegano i due fotografi: “Non sapendo come i pesci vedono le cose abbiamo optato per una soluzione di non facile costruzione, ma che ci ha dato in qualche modo la percezione di una “naturale” visione…Abbiamo, dunque, pensato che sarebbe stato più veritiero infilare la macchina fotografica all’interno di una boccia di vetro riempita d’acqua per metà, inclinata in asse sulla pietanza sottostante. L’effetto è stato quello di avere un’immagine volutamente senza fuochi precisi e con diversi gradi di deformazione, spesso causati proprio dalla boccia stessa, come se le pietanze fossero viste proprio dagli occhi del nostro amico Ulisse!”.

Lingue: Italiano e Inglese

A fairy tale, a sea, 40 recipes and wines, a “realistic” photographic technique and dozens of plates drawn by hand. A cookbook that is a tribute to the Mediterranean Sea and an illustrated recipe book for the whole family. A legendary fish, a great chef who is almost a magician, a perfect recipe to find, deadly missions around the Mediterranean Sea on board a small boat are some of the ingredients, it is appropriate to say, of the tale that makes the “De Mari Nostro – De piscatus re coquinaria” by Roberto Abbadati not only a cookbook.

The protagonist is the chef Romeo who, thanks to the stories of a mysterious scientist grandfather, is aware of the existence of an ancient fish, “Nomadillo Strale Mediterraneus” (nicknamed Ulysses), existing in the Mediterranean now in a single specimen. It’s the best fish in the world, but its meat is deadly: those who eat it can’t survive, but “would have time to taste flavors and scents so delicious that, actually, maybe won’t regret to die”. Romeo begins to hunt this rare fish and especially the perfect recipe to be able to cook it, knowing that this would bring both to death. Or maybe not. In his journey by boat Romeo will touch all the lands bordering the Mediterranean Sea and in each he will seek out the recipes that enhance the delicate and precious flavors of the many species of fishes.

Another feature of this volume is the technique used for the photographs. The photographers explain: “Ignoring how fishes see things, we opted for a solution which was not easy to build, but that gave us somehow the perception of a “natural” vision…We therefore thought it would be more truthful to thread the camera inside a glass bowl (half-filled with water), inclined on the underlying dish. We obtained an image without deliberately precise fires and with different degrees of deformation, often caused precisely by the same bowl, as if the food has been seen from the eyes of our Ulysses friend!”.

Languages: English and Italian

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