venture di mare

15,00

Sottotitolo: da noè ai vichinghi

Autore: mario gianoli d’artogna

Editore: nistri-lischi

ISBN: LDM1657986631

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Description

Raro esemplare della prima edizione di Nistri-Lischi Editore del 1969 (finita di stampare nel 1968) in ottimo stato di conservazione, collana diretta da Mauro Mancini “Il Tagliamare” 4. In-8, brossura illustrata a colori (con segni del tempo e dorso particolarmente segnato); 220 pp. ingiallite, con numerose illustrazioni in nero nel testo e odore di muffa.

Dalla quarta di copertina: Questo libro traccia i profili di quattordici navigatori, da Noè sino ai Vichinghi e ai fratelli Vivaldi, coprendo una trentina di secoli durante i quali le navi erano prevalentemente a remi, anche se le vele venivano usate sussidiariamente. Non è un testo di storia. La materia è vista nella prospettiva della tecnica navale: come si costruivano, come si viveva a bordo e come si guerreggiava sulle pentacontore pre-omeriche di Giasone, Teseo ed Agamennone. Come nasce il rostro, la trireme, il corvo d’abbordaggio, e come tali perfezionamenti influiscano sul modo di combattere di Temistocle e di Duilio. Per quali ragioni Ulisse e San Paolo saranno ambedue costretti al medesimo dirottamento dalla Grecia alla Libia. In qual modo si svolsero le navigazioni atlantiche di Annone, Pythea, San Brandano, dei Vichinghi e dei Vivaldi, i loro scali, le rotte, l’inadeguatezza delle loro modeste imbarcazioni, i loro rischi e disagi.

Accanto alle grandi imprese delle navi a remi, sono descritte le traversate a vela, da quella dell’egiziano Wenamon sino ad Erik il Rosso. Navicelle non più grandi degli attuali motovelieri. Piani velici rudimentali, con un solo albero ed una sola vela quadra, cui si aggiungerà più tardi l’alberetto e la vela prodiera di dolone. Difficile stringere il vento e scarse le qualità evolutive, poiché mancano le vele auriche ed i fiocchi.

Il racconto delle antiche navigazioni fornisce un portolano, le cui istruzioni nautiche sono adatte e proporzionate alle dimensioni delle moderne imbarcazioni da diporto, tanto simili in quanto a stazza alle pentacontore, triere, doloni, galee, draccar e knorr di quei secoli lontani. Il rapporto non è mutato tra la fragile piccolezza degli scafi e l’impatto delle onde, dei venti e delle correnti.

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