robinson crusoe

49,00

Sottotitolo: volume primo: “la vita e le strane sorprendenti avventure di” e volume secondo: “le ulteriori avventure di”

Autore: daniel defoe

Editore: bur (rizzoli)

ISBN: LDM1656083292

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Description

Raro esemplare in 2 voll. della prima edizione di BUR del 1976 in perfetto stato di conservazione. In-16, legatura editoriale in similpelle con copertina rigida cartonata marrone, dorso con nervature, incisioni oro e tassello rosso con incisioni oro, taglio superiore oro; 432 pp. (vol. primo), 368 pp. (vol. secondo) di cui l’ultima sciupata all’angolo superiore; entrambi i volumi con antiporte illustrate in nero e numerosissime illustrazioni di Grandville (Fournier, Paris, 1811) in nero nel testo.

Vol. primo: introduzione di Virginia Woolf tradotta da Attilio Brilli; premessa al testo e mappa di Attilio Brilli.

Entrambi i volumi: traduzione di Oriana Previtali.

Dall’introduzione di Virginia Woolf: […] Com’è noto, si tratta della storia di un uomo il quale, dopo molte peripezie, viene gettato, unica creatura umana, in un’isola deserta. Basta la suggestione delle parole pericolo, solitudine e isola deserta a stimolare in noi l’attesa di una qualche terra lontana, ai confini del mondo, del sorgere e del tramontare del sole, dell’uomo avulso dai suoi simili che medita solingo sulla natura della società e sugli strani casi degli uomini. Prima ancora di aprire il libro, ci prefiguriamo il genere di piacere che ne vorremmo trarre. Ma lui ci contraddice ad ogni pagina: né albe, né tramonti, non anima, né solitudine. Al contrario, quel che ci sovrasta è una grande pignatta di terracotta. Ci informa, per così dire, che era il primo settembre 1651, che l’eroe si chiama Robinson e che suo padre ha la gotta. A questo punto siamo costretti a mutare atteggiamento. Realtà, fattualità, materia dominano il romanzo. Siamo costretti a mutare in fretta e completamente le proporzioni. La Natura deve ammainare il suo splendido vessillo violetto: essa non è che la portatrice d’acqua o di siccità. L’uomo deve ridursi ad un animale che lotta per la sopravvivenza. Dio si rattrappisce nella figura del magistrato il cui scranno, saldo e crudele, è appena sopra la linea dell’orizzonte. […] Dio non esiste. […] La Natura non esiste. […] La Morte non esiste. […] Vediamo le onde, i marinai, il cielo, la nave attraverso quegli occhi sagaci, borghesi, privi d’immaginazione. […] Lui non prova entusiasmo. […] E’ sicuro che tutto possa essere spiegato razionalmente, basta aver tempo di badare alle cose. […] A forza di raccontare con assoluta coerenza quella sua verità […], finisce per nobilitare le azioni più comuni e rendere incantevoli gli oggetti più banali. […] Senza l’impaccio di alcun commento, il racconto fila dritto con una stupenda, assoluta semplicità. […] Grazie a questa sua genialità, Defoe raggiunge effetti che solo i grandi maestri della prosa descrittiva sanno raggiungere.

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